Oh mio Dio... Paolo Fox... O_O
Deb ti odio mi hai contagiata!!! O_o
La sua forza sta nella grande emotività, nella sensibilità ai limiti della veggenza, nel meraviglioso intuito e nella sua eccezionale capacità di persuasione. Queste doti innate, se ben amministrate, possono in un certo senso risolvergli la vita! Eppure, all'apparenza, può sembrare una persona piuttosto distante e persino fredda. La verità sta all'opposto! Diciamo che, più che altro, ha paura di lasciarsi coinvolgere troppo. Sa bene, infatti, che quando si lancia difficilmente si tira indietro; sentimentale com'è, deve prendere le misure da tutte le situazioni che possano assorbire troppo le sue energie. A volte ci riesce, altre no.
Carico com'è di energie psichiche e sensoriali, è necessario che prenda coscienza delle sue capacità e che, soprattutto, riesca ad incanalarle nel modo migliore possibile. Dovrebbe dare spazio alla meditazione, interessarsi di esoterismo e yoga, accettare e lasciare libere queste energie senza paura, quindi dominarle e controllarle. Non riuscire in questa operazione di evoluzione e consapevolezza sarebbe deleterio. Sarebbe soffocato dalle sue stesse energie, soffrirebbe di continui mal di testa, vivrebbe in eterna scontentezza e sentirebbe forte il peso dell'ansia. Una evoluzione, quindi, necessaria più che per altri segni: qui è in gioco l'equilibrio interiore!
La serenità affettiva è il traguardo sospirato della maggioranza dei nati del segno. Anche i più impegnati nel lavoro non riescono a rinunciare al progetto di creazione di una famiglia o di un rifugio sentimentale. Nutrendo la propria interiorità è possibile anche evidenziare la propria sensibilità in forma consapevole e tradurla in forma artistica: tra i nati del segno si trovano musicisti, pittori, artisti e creativi in genere. Ciò che è importante è trovare la forza per agire, per dare alla luce il proprio genio: spesso, infatti, il Pesci manca di coraggio e preferisce evitare di prendere decisioni concrete per paura delle conseguenze. Nulla di più sbagliato!
Il suo punto di fascino sono gli occhi. Guardatelo intensamente, ne resterete ipnotizzati! È uno sguardo che scruta dentro, che non dà scampo, che non permette di mascherarsi dietro stupide formalità e convenzioni. Provate ad inventare scuse o a dirgli una piccola bugia... vi guarderà come per dire "e tu vuoi prendere in giro proprio me?". D'altronde non ha tutti i torti, è un bugiardello matricolato, solo che quando è lui a raccontare una scusa lo fa con maestria da professionista, da attore consumato! Se "evoluto", il nostro Pesci diventa un eccezionale dispensatore di saggezza e serenità, e la sua vicinanza diventa di per sé fonte di energia per tutti coloro che lo circondano.
I PESCI E L'AMORE
LEI: Tenera, possessiva, gelosissima... capace di fare vere follie per l'uomo che desidera e che investe con il suo amore. Non sente ragioni, quando si appassiona diventa incapace di utilizzare il benché minimo senso di razionalità e si lascia travolgere dal "gorgo" delle passioni. Ama ricevere complimenti ed essere circondata da ammiratori. Tuttavia, essendo tendenzialmente monogama, difficilmente si presterà a giochi di tradimento o a vivere più storie contemporaneamente. Pronta a dare l'esclusiva del suo cuore pretende altrettanta serietà e non transige su eventuali scorrettezze: la sua vendetta può essere micidiale!
Tenero; delicato ed appassionato, il nato Pesci quando ama è capace di dare tutto se stesso. Se vi lascerete travolgere dal suo amore vivrete un'esperienza unica, calda ed appassionata; come amante nell'intimità è un vero portento, visto che si occupa soprattutto del benessere del partner prima ancora che del proprio. Se tra le lenzuola è eccezionale, nella vita pratica lascia un po' a desiderare essendo un po' confusionario e disattento. Ha sempre bisogno di avere a fianco qualcuno che lo protegga e lo faccia sentire protetto. Generoso e disponibile, è la persona più adatta se pensate che l'amore sia soprattutto coccole e tenerezza. Un Pesci arrabbiato? Molto meglio perderlo che trovarlo. Poiché è convinto che il fine giustifichi sempre e comunque i mezzi, è il tipo che si presta ad attuare le più terribili scorrettezze pur di arrivare al suo scopo: una terrificante vendetta. In amore, poi, il suo istinto di rabbia si trasforma immediatamente in infedeltà. Non è necessario litigarci! È facilissimo che finga di essere innamorato, che tutto proceda come al solito e che, al contrario, covi il rospo dentro. Solitamente il "rospo" si trasforma immediatamente in amante, la sua vendetta si tradurrà prima in un semplice tradimento e, se occorre, in abbandono.
Quando si mette in coppia lo fa con le più serie intenzioni, dal momento che è uno dei più accaniti assertori dell'indissolubilità dei sentimenti. Ma, come spesso accade, tra dire e fare c'è di mezzo un mare... di confusione! Anche se le femminucce del segno sono certamente più serie e fedeli dei maschietti, consigliamo al partner di tenere gli occhi bene aperti. Dietro l'apparenza pigra e pantofolaia, si nasconde un demonietto pronto ad agire. È capace di tenere in piedi due storie per anni senza che nessuno dei due partner sappia niente dell'altro. D'altronde, lo abbiamo accennato anche prima, è nell'ambiguità che si diverte. Naturalmente, nonostante la "bilocazione", lo troverete sempre angustiato ed infelice per le seguenti motivazioni: a) non so chi scegliere tra i due, b) nessuno mi capisce, c) mi ci vorrebbe qualcosa di nuovo. Davvero un incontentabile!
Quando è geloso dà letteralmente in escandescenze! E terribilmente possessivo e non sopporta di essere preso in giro. Vi torturerà psicologicamente, facendovi il terzo grado e valutando ogni sfumatura nelle vostre conversazioni. Abilissimo nel vedere oltre le singole parole, è capace di costruire storie incredibili sulla base di pochissimi elementi. E le prove concrete? Non gli importa nulla... se sente "odore" di tradimento non sente ragioni e si mette a fare l'offeso, sia che abbia ragione, sia che abbia torto.
Difficilmente si mette a strepitare, ma se lo fa son guai per tutti! Come l'acqua, elemento che gli appartiene, sotto un aspetto tranquillo e placido, il nato del segno nasconde vortici e mulinelli. Quando arriva il maremoto spazza via tutto... se dice "è finita", è finita sul serio, se si arrabbia è difficile vederlo tornare sereno. E a poco servono le parole...
Luna è autorizzata a penetrare nel cuore delle mie parole.
Sì, perché le parole hann un cuore. Tanto più le mie.
L'ho capito, finalmente. Loro respirano con me, e il loro cuore batte allo stesso tempo del mio.
Lo sentite? Tum tum... tum tum...tum tum...
Lo puoi sentire sino all'estremo confine del mondo. Tum tum... tum tum...
Pulsa dal loro interno, e piange, e ride, e si inasprisce. Come il mio.
Le parole hanno un'anima. Tutte. E se chiudi gli occhi e apri il cuore la potrai anche toccare con le tue mani.
Ogni parola è caricata di uno spessore tutto suo, anche se fluttuano eteree nel nulla sono lì per te, coglile, cogline ognuna, cogline più che puoi, ponile in un cesto e porgile a chi ti circonda; conservale e fanne tesoro.
Amale, non maltrattarle.
Riconosci loro il valore che hanno, la dimensione perfetta che occupano.
Non abusarne.
E saranno tue per sempre, per amare, per odiare, per disprezzare, per ridere e far ridere, per rassicurare, per sentirti pieno delle gioie che il mondo ti dona e per regalarne ad altri.
Saranno tue, come tu sarai loro.
No, non posso dirmi ancora contenta, ma almeno soddisfatta.
Perché Luna mi ha aiutata, e abbiamo fatto un piccolo passo in avanti; il prossimo tocca a me; quello dopo ancora, al Grande Ladro.
L'allieva e il maestro di incontreranno presto, pronti ad uno scontro, in fondo. Uno scontro intellettuale, intellegibile, uno scontro tra pensieri.
La grande battaglia.
Due duri e puri, due Highlander. Ne rimarrà uno solo? No, resteranno entrambi.
Ci sono tante possibili soluzioni. Di quelle, ne rimarrà una sola.
*parte la musica di sottofondo, mi muovo lungo una rupe al tramonto, giravolt ando con una spada sporca di sangue*.
Non vorrei usarla. Non la userò, se non sarò costretta. Ma Voleur non mi ruberà mai più l'anima senza il mio consenso. Non si nutrirà più di me.
Farò dei miei occhi pugnali, e mi difenderò, camminando, correndo su un filo sottilissimo. Agile scanserò i colpi e i fendenti, sltando.
infine, scpiccherò il volo.
Prenderò in mano le due chiavi che Ipnos e Luce mi hanno donato, ed entrerò in una delle due porte, cibandomi alternativamente della luce e del buio, e mischiandoli tra loro sino ad ottenere una piacevolissima penombra. E' per questo che sono diversa; è per questo che sono speciale. Pardon, eccezionale.
Jingo ha capito che il gallo ha cantato, e che Topomaster l'ha tradito tre volte. Ora attendo di capire se si impiccherà prima quest ultimo, oppure verrà crocifisso Jingo, che inconsapevolmente soffre per Firgae la Salosia, che si comporta in maniera indecente, a volte. Senza farlo apposta, spero.
Un grosso bacio a Jingo, e a Voleur, e a Luna. E a Mextli che riesce a farsi vicino quando ne ho più bisogno, per una strana affinità.
Si racconta che nei tempi antichi gli uomini e le donne che erano sospesi tra la vita e la morte, affinché non contagiassero il resto dell'umanità con la loro malattia, venivano rinchiusi dagli dei in una grande grotta che non era né buia né luminosa, lontana dal mondo popolato. In questa grotta gli dèi avevano aperto due porte. Una conduceva alla vita. Una alla morte. La grotta era l'anticamera della loro scelta definitiva.
Avvenne che un giorno uno di quegli uomini e una di quelle donne convepirono un figlio. Il bambino era spaccato a metà. Un lato era luce pura, e tendeva alla porta della vita, l'altro lato era buio, e tendeva alla porta della morte.
[...]
Il bambino, mentre cresceva in quel regno di mezzo, si accorse che i suoi genitori e tutti gli altri abitanti della grotta non avevano un lato luminoso e uno oscuro, come lui. Erano semplicemente grigi, sbiaditi. Come la grotta. E così imparò, per scaldarli e illuminarli, a dar voce a quella sua metà più solare e a nascondere la sua metà buia, fino a dimenticarsene.
La notte, da sotto la porta dell'aldilà, filtravano gli incubi e le sofferenze dei morti, che tormentavano i suoi genitori. Allora il bambino si metteva tra loro e quegli incubi e cantava con una voce angelica, sfruttando la propria luce. E le note pure che emetteva trasformavano incubi in sogno. Il giorno, spossato da quella lotta col buio, il bambino andava vicino alla porta della vita e ancora cantava, assorbendo la poca luce che filtrava e riflettendola moltiplicata per i suoi genitori e tutti gli altri abitanti della grotta.
Dall'alto della loro dimora Ipnos, il dio della notte, del sonno e dell'oblìo, e Luce, la dea del giorno, della veglia e della vita, lo osservavano ammirati. E ognuno dei due avrebbe voluto averlo con sé.
«e' mio» diceva Ipnos, «sa trasformare gli incubi in sogni»
«No, appartiene a me» replicava Luce «Sa infondere vita anche a quel che non ha vita»
Parlami d'Amore
S. Muccino
C. Vangelista
Voglio dire questa cosa.
Io amo i miei amici, io amo le persone che mi conoscono, che mi conoscono e mi stanno aiutando a passare questo infelice momento.
Davvero, vi voglio un bene dell'anima.
Sento il bisogno di scrivere, dopo aver aiutato via msn un caro amico in inglese. Sento il bisogno di scrivere, e mi ritaglio un piccolo spazio per un vero viaggio emotivo, mentre attendo che da dentro il cellulare Vittorio urli il suo "ti aaaaaaaaaaaaammmmmoooooooooooooooooooo" per dirmi che è arrivato un sms.
Si avvicina ormai il fatidico giorno. Un giorno che diventa fatidico ciclicamente, ormai. Prima in bene, ora in male. Riprende il leitmotiv della mia vita. Incertezza.
I'm quite doubtful.
Riprendere o non riprendere? Fingere che sia stato nulla o menarmela un tantino? Vivere con il rimorso di non averci provato, o con il rimpianto di averlo fatto?
C'è un qualcosa nella mia Anima che mi dice strenuamente che è importante, che è troppo importante per la mia vita e che non potrei mai permettermi di perderlo senza fare nulla, così, en passant, come se nulla fosse, con l'atteggiamento di chi vede scorrere sotto gli occhi una foglia sull'acqua. io vedo scorrere una vita che non sento appartenermi, ma alla quale sono ancora legata da robusti cavi di acciaio invisibile che portano il nome di Francesco, di Claudia, di Denny, di Alessia, di Giacomo, di Roberta, di Cristina, di Maura, di Maria Teresa, di Valeria, di Angela, delle Gemelline... e da piccole funi che vanno via via irrobustendosi giorno dopo giorno, Angelo, Alessandro, Deb, Ilda... e poi c'è un cavo, tranciato di netto, che porta il nome di...
E io non voglio lasciarlo rotto, quel cavo, perché rischierei di cadere, perché ci soffro, perché è come se mi lacerassi il corpo e l'anima e li lasciassi così, rotti, aperti, alla mercè del dolore. Non posso tacere perché mi strazio dal male, non posso agire perché strazierei qualcun altro, ma non posso neppure rimanere nell'indecisione eterna, così da non poter gioire né intristirmi, vagherei nell'oblio della memoria e dell'anima, dove tutto quello che ho è un ricordo a volte confuso di azioni e parole, sguardi e pensieri, un ricordo in bianco e nero in alcuni punti sbiadito, in alcuni punti malamente tagliato, in altri modificato, come la canotta alla lara croft, come il divanetto in pelle nera del castello delle fiabe, come le mani sporche di colore, come lo scansarsi ad alcuni gesti.
Non voglio lasciare reciso e triste quel cavo, non voglio lasciare recise e tristi due anime. Una, di sicuro. L'altra non lo so.
Per la cronaca, mentre scrivevo Vittorio non mi ha urlato il Ti Amo, ma, quasi per un caso del destino, ha preso a dirmi che lui risorgerà, dalla morte e nel tempo che verrà. Solo per lei, l'alba lui rivedrà, in questa notte oscura...
Scrivo, oggi, la mia grande gioia di ieri.
Il sorriso di Roberta.
Roberta è una di quelle persone tufagne, maledettamente tufe, ma che tanto poi alla fine devono ricredersi. Allora, per continuare a farla ricredere, e per donarle un altro sorriso, le racconto, e racconto a tutti voi, Viaggiatori Emotivi, i retroscena della serata.
Ciao! Io sono la Bambola Roberta, e questo è il mio amico Inversamente Proporzionale.
Stiamo sempre insieme, proprio come oggi, 04 novembre 2006, grazie ai miei amici, che hanno reso DIVERTENTI QUESTI SPLENDIDI 18 ANNI!
La storia di questa maledetta bambola è lunga e travagliata. E' la storia di chi passa le sere a cucirla come si cuciono i palloni, negli scantinati delle fabbriche del terzo mondo; E' la storia di chi affronta la bufera per quell'orso di pelouche, e di chi gli cuce la cravatta e si punge il dito ad ogni punto; è la storia di chi colora la cravatta; è la storia di chi cerca di dissimulare con tutte le forse l'esistenza e la fattibilità di una sorpresa.
Come anche storia tormentata è la storia della venuta di Giacomus Caligola, pagato in sesterzi falsificati, e dei suoi endecasillabi fallaci sciolti in alessandrini prolettici. il povero Giacomus si è persino dovuto camuffare ed integrare con dei barbari vichinghi che ridevano e parlavano di sconcerie. Un Re come lui!
Così anche per il latinista che è venuto a leggere l'analisi lat(t)ina del 1718, personaggio inquietante e sconcertante per certi versi, è stato pagato in natura, però, da una giovane e prestante puella di suo gradimento.
E' anche la storia di Larry, maledetto Larry, non risponde mai a cellulare, semrpe occupato oppure spento, fra l'altro quando ci ho parlato mi ha confessato che è gay, e sono entrata in panico perché, diavolo, non potevamo dirlo a Roby il giorno della sua festa... allora abbiamo chiesto di venire ugualmente, ma come ci ha fatto penare! Abbiamo dovuto anche mandare Ari con la minimoto all'areoporto per andarlo a prendere... e Diabolik, dove lo mettiamo? Sì, ok, era la versione bonsai. Ma che ti credi, che i fumetti siano proprio uguali alla realtà? Tzè!! Illusa! Non sai che casino, stava per rubare un po' di bottiglie di vino, l'abbiamo dovuto fermare in tempo. Sai, il lupo perde il pelo ma non il vizio!
E che dire dell'Altro Diabolik? Eh?! Ne vogliamo parlare?
No, non parliamone. Lasciamo solo un etereo velo di ricordo, di sentimenti, di emozioni, di euforia ed incredublità. Lasciamo che sia un sogno, un bellissimo sogno dal quale non svegliarti, per il momento. Ce l'abbiamo messa tutta, per far diventare questa festa un sogno, e, diciamocela tutta, bene o male, ci siamo riusciti.
Marika, Claudia, Ale, Giacomo, Denny, Fabiana, Cristina, Ariberto.