CHI SONO

Utente: SoulsThief
Nome: Marika Petrizzelli
Un viandante alla ricerca di me

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Cosa amo?

Amo camminare sotto la pioggia, e piangere, se riesco. Amo ridere, e far la stupida. Voglio bene ai miei amici dell'Olimpo. Amo Mextli, Luna e Mshairi. Amo Cerby. Ho amato Gippo, e dmf. Amo Pasticcino e le stelle. Amo,quasi,Mr.Timidone. Amo le mie sorelle, amo la mia cameretta e il suo caos primordiale. Amo le lunghe camminate degli scout con lo zaino sulle spalle, amo il Teatro, amo l'Arte, amo Vittorio Matteucci e i Vittofolli, amo gli amici del Cià Cià, amo il mio letto, amo leggere e guardare le vecchie fotografie. Amo la teologia, i miei professori e chi mi ha aiutato a crescere.

Ipsa dixit

Mò pr'f'ssore, lei c'ha la faccia di uno che ne ha sbattuti di polpi!!
Disciuààààm!
Mò, massicc'!
La fatig' s' chiam COCOZZA!!!
Sim' superiòòòr!
MINCHIA, che culo!!
(guardando il posteriore di Vittorio Matteucci
Nicolaaaaa!!!
Timp 'ng vol c'ù buc t'ja fà, d'cì l'acq alla rocc
That's okkei that's okkei?
Gufi, siamo a cavallo!
Mammaaaa mi manchi da moriiiire!
Akela sei SEXY!
Roar!!
Ma teee...
Ma anche no!!
Ommioddeo. Ottioddeo. Otateo!
L puttanat' so' assaaa'

Segni della strada...

Lasciate qualche messaggio, o Voi che entrate...


Le letture più belle

Thoms Harris, Hannibal - Victor Hugo, Notre Dame de Paris - Michael Connelly, Il Poeta - Umberto Eco, Il nome della Rosa - DAn Brown, Angeli e Demoni -Matilde Asensi, L'ultimo Catone - Marco Politi, Io prete gay - Se questo è un uomo, Primo Levi - Dracula, Bram Stocker - Sette giorni per l'eternità, Marc Levy[to be continued]

Scrivo...

Quello che la penna fa scorrere sul foglio. Miscellanea, per lo più, tutta raccolta in un ideale Zibaldone. Descrivo, e dipingo a parole il mondo che mi circonda per farlo conoscere, e vivere, e respirare. Dai monologhi teatrali ai poemi in prosa, mi cimento con altalenante successo in ogni forma di scrittura; l'importante è nasconderci qualcosa strizzando in silenzio l'occchio a chi capisce.

*Paradossi*

Paradosso Meccanico
Paradosso Acquifero
Paradosso Ornitologico
Paradosso della Mente Umana
Paradosso Tacitiano
Paradosso Politico
Paradosso "Fratellico"
Paradosso Scolastico
Paradosso Sforzico
...to be continued?

Partecipano

Tutte le Emozioni che si prendono gioco di me

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Qualcuno ha viaggiato con me *loading* volte
venerdì, 22 dicembre 2006

Memo for self

Memo for self: don't do shopping with Claudia.

Da scrivere nel libretto nero della mia vita. Non fare shopping con Claudia. E' qualcosa di estenuante, semplicemente estenuante.
Ho girato il centro dalle trenta alle trentacinque volte, e tutte con un intento diverso: un anello. No, niente anello.
Una borsa. No, niente borsa... sono tutte troppo grandi. TROPPO GRANDI!? Ma come può una borsa di cinque decimetriquadri essere TROPPO GRANDE?
Tanto vale regali un borsellino e facciamo prima... tanto ci puoi mettere solo un quarto di fazzoletto!! alla ricerca di una borsa di un centimetro quadrato. Inesistenti. Secondo me sono fuori produzione, si sono accorte che le perdevano tutte, scappavano dalle dita mentre le trasportavi. E' qualcosa di incredibile!!
Niente borsa? Ok, un bracciale. E nemmeno il bracciale. Forse... sì sì forse l'anello..sì... eccolo... l'abbiamo trovato... ma CI NAVIGA DENTRO! E' abnorme! Lo mette a bracciale. Niente anello e niente bracciale.
Alla feltri per il regalo alla nonna.
Sì... Luna... io... sì a tuo papà potrà sicuramente piacere Bach. E anche Mozart. Ma cosa cazzo se ne fa di centonovantanove audiocd? Ci gioca al tiro al piattello? Non posso credere che questi due abbiano composto così tanto da riempirci centonovantanove cd da, mettiamo, sessanta minuti l'uno. Sono centonovantanove ore di musica. Ma è da suicidio! Da spararsi! Ma roba che nemmeno Zucchero, o gli U2, o i Queen....!
E il calendario per il su' babbo, ne parliamo? Fradicie andiamo a Favia, megacartoleria. Stanche. Con i pacchi pesanti -io- e numerosi -lei-. Passi per i sette minuti e mezzo, intervallati dalle risate del bambino che ho rinchiuso nel mio cellulare, impiegati per scegliere il calendario (è meglio Renoir, Matisse, Bizet o Romeo, er mejo der colosseo?), ma i dieci che siamo rimasti per aspettare che lo impacchettassero no. No, qelli no. Sembrava lo stessero spacchettando, sfogliando, ridisegnando, rimpacchettando e fiocchettando per darglielo. Qualcosa di fuori da ogni concezione. Assurdo. Di una flemma... ma di una flemma... e sì che il commesso che piaceva a lei era tutto un programma.
Carino, sì. Alto, anche. Ben vestito, pure. Ma due occhi... no dico due occhi che nemmeno il pesce pirla ce li ha uguali!! Vorrei avergli fatto una fotografia.
In fondo avrei voluto fare una fotografia a tutta la serata di ieri.
Quattro ore passate a girare come gli scemi. Ma che divertimento, però... sì sì che divertimento.
Mi sono divertita.


Voyage émotif di SoulsThief delle ore 15:58 | link | commenti (1)
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lunedì, 18 dicembre 2006

Le gioie della vita

Francesco, gli amici, Pallino, la pioggia, la Route, l'ombra di un albero, la canicola, il tramonto, la poesia, un file con settanta pagine scritte di word, le pagine dei quaderni scritte a mano, pax et bonum, il caffè alla mattina tra una chiacchiera e l'altro, Elena Renata e Paola, i Lupetti, poggiare la testa sulle gambe di Bagheera per addormentarmi, fare da cuscino alle lupette, parlare con gli sguardi, Denny, Claudia, Roberta, i miei ricordi, il blog -contenitore dei miei pensieri, le veglie alle stelle, la scuola, la penna nera e la penna blu, la matita, le canzoni di Vittorio, la voce di Vittorio, i francescani, il divanoletto, i ritorni di papà a casa, «stai benissimo... approvo!», scoprire qualcosa di nuovo, Roma, Notre Dame de Paris, i Meloncini, 4 marzo 2006, l'arcobaleno, passeggiare a cavallo, accarezzare Nimbo, essere utile, «Come si fa? insegnami, ti prego», lo zaino da trekking colmo di materiale, i vetri appannati, gli occhiali nuovi, «sei il mio faro nel buio», saper amare, perdonare, anche se si continua a soffrire, Don Mimmo, i consigli, i sorrisi, l'Arte, un libro, una cioccolata calda con panna, il Vangelo, leggere di Teologia, commuoversi, parlare da sola, cantare, il sottile filo che si crea tra attore e spettatore, Giuli, l'ostensiorio, Fra' Gianni, il sole, la luna, due passaggia a calcio, il fuoco, l'odore di legna che arde, un treno, un bacio, «E l'è un po' cresciuta questa bambina!», Dentro di noi il bene e il male non si lasciano mai, il Pc, NdB-Magik Freiheit, la connessione ad Internet, Wontolla, l'Empatia, Emozioi, le passioni, Gregory House, guardare il mondo con gli occhi del bambino, sorridere alla vita, il cammino scout, grazie, "intervista col vampiro", comprendere appieno lo yin e yiang, nonno Renato, nonna Maria, un grande foglio tutto per me, la mia scatola di colori, i miei anelli, la musica, Anna Garofalo, la Croce...

...to be continued...


Voyage émotif di SoulsThief delle ore 18:56 | link | commenti (1)
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Voleur

Sembra strano eppure è così.
Da una parte ho trovato il coraggio che mi mancava per andargli a parlare, dall'altro, invece, mi è mancato il coraggio per dirgli tutto, e per scoppiare a piangergli in faccia come non ho mai fatto, e fargli venire il dubbio che sia davvero lui il problema.
Non posso credere che una persona così intelligente non possa capire. Che non arrivi a intuire che tra le righe parlo di lui. Dice che non può capire i messaggi cifrati in mancanza di un codice, ma come può dirlo lui, che i miei codici li ha rubati un anno fa, dalla prima volta che ci siamo guardati negli occhi?
Dice di chiedere il perché. Perché, volevo dirgli? Allora dimmi, mio Ladro, perché? Mi chiedi se ho fatto niente perché questa persona se ne andasse. Me lo dovresti dire tu, cos' ho fatto. Se ho fatto. Se non ho fatto. Perché. Dovresti sapere, ti ho anche detto, che ho chiesto il perché. Ma dopo un po' di volte, stanca, desolata, con la morte nel cuore, ho preferito non chiedere più.
Eppure... eppure sei ancora lì, tra le gioie della mia vita, percé qualunque cosa accada tu ci sei, nei miei pensieri, nelle mie azioni, quando penso "chissà se... chissà cosa penserebbe... chissà cosa mi direbbe"... perché tu, tu, mio Ladro, sei stato il mio Padre e a volte il Padrone, il Maestro e il discepolo.
Perché i bambini... non mentire, la lezione sul mondo dei bambini, e sul ritornare davvero bambini, sul guardare la vita come fanno i bimbi , sul meravigliarsi, sullo stupirsi... l'hai imparata da me. Te lo ricordi? Io sì, lo ricordo bene. E' stato il primo segnale di qualcosa di nuovo che nasceva, e cresceva.
Qualcosa di speciale, e di diverso dal resto. Qualcosa di giusto, e di vero. Un raggio di sole... caldo...
Ma come dirtele, queste cose? Non ci riuscirei. Vorrei tu le leggessi, lo vorrei, ma so che non lo faresti.
Io, io ho paura. Ho paura. Ho paura che tu mi dica che sono una visionaria, e mi sono inventata tutto. Oppure che mi dica che ho sbagliato, e che non ero nulla, che non valevo nulla, che non contavo nulla, e che non s'era affezionato, anzi, che non mi sopportava, e che non mi voleva bene come credevo... come credevamo...ho paura che si allontani, che scappi ancora di più, e si nasconda, come Dio ad Aushwitz.
Vorrei che tu leggessi, Voleur. Ma quello che voglio, che vorrei, pare sia ancora una volta all'ultimo posto...


Voyage émotif di SoulsThief delle ore 15:54 | link | commenti (2)
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sabato, 16 dicembre 2006

Dicotomia

Di cosa parlo, questa volta? Non so, forse di nulla.
Anzi sì, del dover essere doppi.
Non intendo la doppiezza spregievole e vile, quella del seguire la corrente.
Parlo del doppio, dell'erma bifronte, parlo del doverti dividere per essere te stessa con qualcuno, e non far vedere allo stesso qualcuno, sotto altre spoglie, chi sei davvero.
E' un concetto assurdo, e lo so, mi capirò da me, mi capirà Mextli, mi capirà Luna, mi capirà Diabolika. al volo, credo.
A volte questa dicotomia fa male, molto, perché ti rendi conto di come non si possa sanare uno squarcio. Altre volte, invece, fa solo il solletico, perché in realtà tu sei te stessa, anche se divisa.
Mi sembra l'horcrux di potteriana memoria.
Solo che lo vivo io, sulla mia pelle. Sulla mia Anima.
Chissà... forse è solo passeggero.
Di qui ad un anno, quando alcune cose si chiariranno, forse, spero, o quando finirà questo "gioco", ritornerò ad essere una e sola.

Voyage émotif di SoulsThief delle ore 14:09 | link | commenti (1)
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lunedì, 11 dicembre 2006

Che giornata...

h. 08.30
Oggi è una giornata particolare.
Credo di aver trovato un equilibrio, o un presunto tale, con l'uomo dal maglioncino grigio, forse anche grazie al mio periodo di apostasia. Provvidenziale, direi.
Oggi è una giornata intensa, intrisa di passioni e sentimenti se non negativi almeno di lassitudine. Passioni latenti, che si risvegliano ciclicamente al termine di un periodo ch'è anche inizio di un altro. Oggi è quella giornata in cui gli odori, e i sapori, si fanno impalpabili, eterei, e scompaiono, se non su un cuscino che profuma ancora di famiglia.
O delle briciole che ne rimangono.

h. 09.35
Per fortuna ci sono ancora le soddisfazioni. Stupide, ma che rischiarano ed illuminano a giorno la notte.
C'è un poeta in ognuno di noi, se il fanciullino ch'è in noi lo lasciamo parlare, e perché no, cantare. Ebbene, oggi il mio fanciullino urla, e scalcia, e grida che è vivo. Vivo! Capite? Capito?
Grida per i miei occhiali, nuovi, belli, azzurri, e per chi si accorge che non sono sul mio volto.
Grida perché è bello, è stupendo, e forte, e invincibile, questo strano sentimento. Questa euforia immensa.
Che stupida, sono. Che stupido, il mio fanciullino.
Sta' zitto.
Taci.
...
...
No, vaffanculo, urla, urla, urla!! Balla nel salotto della mia mente, salta sui tavoli, arrampicati sulle mie sinapsi!
Fa' sentire che ci sei!
Fa' sentire CHE-SEI-VIVO!!!

h.11.30
Questa giornata mi farà impazzire! Il Grande Ladro mi ha guardata, mentre io ero attorniata da amore, e ho avuto l'impressione che stesse facendo quello che faceva tempo fa: parlarmi con gli occhi. Ha chiuso gli occhi e ha sorriso, come per dirmi "ora mi addormento". Chissà, chissà perché così, lì, davanti alla Presidenza, lontano dalla classe. Ad astra per asperam, ho scritto. E lui l'ha ripetuto, e ripetuto, e ha fatto suo questo motto. Devo trovare, e troverò, la forza di lasciarlo andare. Davvero, Mextli.
Ma a volte ho l'impressione che sia lui che si abbarbichi a me, Luna. Ma forse, forse, è solo un'impressione.


Voyage émotif di SoulsThief delle ore 18:02 | link | commenti (2)
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domenica, 10 dicembre 2006

A metà pomeriggio pretendo di dire una cosa.
Chi non ha mai avuto il brillio, QUEL brillio negli occhi, chi non ha mai fatto una sola follia, chi non s'è mai sentito dire "sei pazza" per un'azione in amore... ebbene, costui non ha mai vissuto realmente.

Voyage émotif di SoulsThief delle ore 16:20 | link | commenti (1)
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venerdì, 08 dicembre 2006

Il brillio negli occhi

Dovrei provare a spiegare una cosa. Mi metto in gioco, e so che fallirò, lo so già da questo momento.
Ma mi metto in gioco.
Perché so che Luna e Diabolika possono capirmi.
Il brillio. Quel magico brillio.
Non... non c'è nulla a cui possa essere paragonato, quel brillio. Non è l'alba sul mare, no, è ancora più forte, ancora più accecante.
E' un brillio d'oro negli occhi di una donna... è la luce nello sguardo... una luce che ti fa sentire viva e vera, mentre guardi la persona che ami, che apprezzi, che stimi, o la persona a cui vuoi bene.
E' una sensazione di completezza che ti prende, forte, incredibile, potente...
E' un fulmine che squarcia il velo nero della notte... è la sensazione di qualcosa di più... la voglia, la volontà, di un rapporto maturo, grande.
Una cosa platonica, ma non troppo.
Il desiderio di confronto, di lotta impari, di superamento dei limiti imposti, seppur solo con il pensiero.
Questo brillio... è il brillio che trovi negli occhi delle donne cui basta esser prese per mano per volare... e volare... e volare su, e poi ancora più in alto, fino al Sole, e anche più in là, senza bisogno di ali. Solo con la mente. Mano nella mano con chi ti fa brillare il cuore, e rischiarare le giornate più nere spazzando via le nuvole del malumore solamente con un sorriso.

E' difficile descrivere il brillio, questo maledetto brillio, che contraddistingue le persone... no, non innamorate... non invaghite... non...
forse, semplicemente, persone.


Voyage émotif di SoulsThief delle ore 22:23 | link | commenti
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mercoledì, 06 dicembre 2006

Storia di un caffè e di un bagno che non si riusciva a trovare

Roma, Roma capoccia! Roma caput mundi, Roma Capitale d'Italia.
Roma, la Roma dei bar senza bagni, flagello per turisti assonnati alla disperata ricerca di un tipicamente detto "cesso", la famigerata scultura in ceramica ove espletare gli umani bisogni fisiologici.
Tre, dico tre bar nei pressi del lungotevere, del Palazzaccio, che non offrono un bagno. Così per le due protagoniste di questa storia, le eroine dalla vescica piena, la missione si fa sempre più difficile: trattenere un lungo flusso di linquidi in procinto di fuorisuscire.
Schifo.
Terrore.
PANICO!!!
Al termine della giostra, una via crucis durata venti minuti abbondanti, le due si fiondano in un bar somigliante all'Hard Rock made in Munchen (NdM: io l'HR di Roma volevo vederlo, però!!!), dove la più intraprendente si domanda se fosse il caso di entrare e fiondarsi nella toilette senza prender nulla.
Appurato che l'altra eroina non voleva, la riccioluta ragazza si appropinqua al bancone per domandare del caffè, ma in procinto di perdere il controllo della vescica, segue la barista e implora l'uso del bagno. ottenuta la preziosa informazione, segue una corsa a perdifiato tra le ripide umide scale, fino al raggiungimento del bagno ch'è meta stessa del viaggio intrapreso.
Finalmente, liberatesi di un immondo peso fluttuante alla base del loro corpo, le donzelle s'avviano a prendere un ottimo caffè, buono ma 3c (cazz com' cosc'), con tanto di crema al caffè...
infine, uscendo dall'ameno loco, incrociano suor mimma che fa loro vedere sua sorella gemella, alla quale si illuminano l'occhi tra le isteriche risate. Degna supplente di diritto ed economia.




Post dedicato ad Ale


Voyage émotif di SoulsThief delle ore 22:30 | link | commenti (1)
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sabato, 02 dicembre 2006

Ancora una volta.

Ci sono lacrime che scorrono, e riempiono chilometri, e rompono argini di una vita che si assottiglia ogni giorno di più, avvicinandosi verso la banalità di una piatta esistenza.
E poi scopri l'ennesimo Dottor Jekill & Mr Hide, un arrampicatore di giorno, nel vero giorno, quello dell'Anima e della vera essenza, e un impiegato di notte, in una notte stellata, cui le stelle non sono che buchi, sottili forellini che fanno passare la luce dell'essere.
Ancora una votla la forma si distacca dalla sostanza, un dado dalla faccia nascosta, un compact disc con la ghost track più bella che possiate mai aver ascoltato.
Ancora una volta l'Anima si affaccia, e grida il suo nome, e afferma di esistere.
Ancora una volta.


Voyage émotif di SoulsThief delle ore 18:19 | link | commenti
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