Scrivo, scrivo, scrivo.
Inconsapevolmente scrivo, provo un'impulso irresistibile verso la scrittura.
E' vero i che sogni sono desideri? Se è vero, allora capisco che desideri ho in questo periodo.
Quei pochi sogni che faccio... pardon, che ricordo, sono sempre molto intensi, e rendono protagoniste alcuni personaggi che si ritrovano facilmente anche qui in questa mia casa virtuale.
Da qualche parte, oltre l'arcobaleno, ci saranno baci, carezze, abbracci e parole, per me, da quelle persone. Da quelle regioni, vengono a me, anche se solamente nei sogni, per confortarmi, forse, per farmi star bene almeno la notte, quando il dolce Morfeo mi sottrae alle noie ed alle preoccupazioni delle giornate incessanti.
E così, Vulter è tornato, ieri notte.. Secondo me vanno come i carabinieri, lui e Voleur. Sempre in coppia.
Perché... perché avevi quei colori addosso?
Quel giallo, quel rosso, quell'arancio con quelle punte di blu?
Perché tu, perché tu, Aiscrim, perché tu e non Voleur? Perché non più lui, addosso al quale ho visto quei colori, dopo quel fantomatico e misterioso maggio?
E mentre tu parlavi, così sicuro di te, mistico oratore, io piangevo, con i postumi di una sbronza o i prodromi di un'insolazione, combattuta tra me e il mondo, Dio e l'uomo, cercando di arrivare al ricordo di Voleur, scansando tutti questi altri avversari, e cercando finalmente di scardinare via anche questo ricordo, che ogni tanto torna a bruciare.
Mi manchi, sì mi manchi.
E più leggo e più mi manchi, più scrivo e più mi manchi, più mi manchi e più mi manchi.
Continuo a non capire, ad accettare, ma non a rassegnarmi.
E anche se non sembra io stia pensando a te, ti penso. Lo sai, lo hai sempre asputo, sono terribilmente brava a fingere che sia nulla... terribilmente. Ne hai sempre avuto le prove, sotto gli occhi. Ti ricordi quella volta che cambiai espressione due volte, a seconda del mio interlocutore, sotto il tuo sguardo attonito? Te lo ricordi? Era il giorno della canotta, della camicia, dell'eccezionale...
Sì ero bellissima nella mia disperazione, quando sapevi che lo ero.
Sì, ero splendida, tutta in pezzi, pronta per essere ricostruita.
Ora no, non sono più immensamente bella, perché i miei pezzi me li tengo dentro. E tu potresti vederli, se lo volessi. Ma non vuoi più. Perché?
Sto delirando, forse. Ma non importa. Continuerei.
PErché, Voleur? Perché, Ralph? Perché, Leo?
Dimmi perché, dammi una ragione. Non riesco a rassegnarmi, e mi rimbomba nelle orecchie e nella mente la domanda "perché". Perché mi sei stato contro, perché hai deciso all'improvviso, perché senza dirmi niente, perché senza spiegarmi, perché non sono riuscita a cambiare niente, perché continuo ad amarti ed insieme ad odiarti? Perché continuo a soffocare le tue parole? Perché continuo a strangolare il tuo ricordo? Perché continuio a sentirti urlare? Perché mi ammazzi ogni volta che qualcosa mi ricorda te?
Perché anche se continuo con gli altri a far finta di nulla, e non dico nulla, e taccio, e non mi faccio sentire, e non mi esprimo, e non piango, e non parlo di te, tu continui ad esserci?
1)CHI SEI??...
2)SIAMO AMICI?...
3) QUANDO E DOVE CI SIAMO CONOSCIUTI?....
4) COSA PENSI DI ME???...
5) HAI MAI DESIDERATO TIRARMI UN PUGNO IN FACCIA?...
6) DAMMI UN SOPRANNOME E SPIEGANE IL PERCHE'?....
7) DESCRIVIMI CON UNA SOLA PAROLA?...
8) QUAL'E' STATA LA TUA PRIMA IMPRESSIONE SU DI ME?....
9) PENSI LA STESSA COSA ORA?....
10) COSA TI FA RICORDARE DI ME?.....
11) SE MI POTESSI DARE QUALSIASI COSA CHE MI DARESTI?
12) QUANTO MI CONOSCI?...
13) QUAND'E' L'ULTIMA VOLTA CHE MI HAI VISTO?..
14) C'E' QUALCOSA CHE VORRESTI DIRMI MA NON MI HAI MAI DETTO?
15) METTERESTI QUESTO NEL TUO BLOG PER VEDERE COSA PENSO D TE?...
Momento in cui si fano delle scelte, incominciamo o no questo benedetto cammino verso la Santità?
Ebbene, il 28 aprile 2007, in una caletta di Polignano a Mare, io, come si suol dire "ci ho messo la firma".
Tra canzoni stonate, e letture poco facilmente interpretabili, e discorsi sibillini o ermetici, anche io ho firmato la Carta di Clan che, ancora meglio, è la NUOVA Carta di Clan, quella pensata, scritta, creata interamente da noi, in questo anno Scout 2006/07.
E quindi finalmente l'impegno concreto di camminare in Fede, Comunità, Strada, Servizio, ma anche Liberi Pensatori ed Impegno Sociopolitico. Cardini del clan alcuni, nuovi punti sentiti come bisogni irrefrenabili altri, ma sempre e comunque aspetti con cui confrontarsi giorno dopo giorno e valori da testimoniare con il mio comportamento agli scout e nella vita.
E così con lo sciabordio delle onde che faceva da sottofondo, il ginocchio sbucciato che pulsava (...sigh....), i cori da ubriachi e il sole che mi illuminava ho apposto anche io la mia firma sulla mia carta di clan, appartenente da ormai sessant'anni al mio Gruppo.
Chissà, magari sfogliando la Carta, tra qualche anno, leggeranno la firma indecifrabile e diranno "Ah... Marika... che brava scout!".
Un po' di arrampicata tra gli scogli con lo zaino sulle spalle.
In fondo... basta poco, no!?
Gelato! Io adoro quest uomo!!

Scorcio della nostra "passeggiata" : Polignano a Mare - Monopoli coast to coast!
Inutile.
Leggere, troppo spesso, riapre abissi del proprio io che si credevano rimarginati con successo.
Invece non è così, perché siamo solo uomini, semplici esseri perfettibili che non possono competere con il proprio Dio, con quell'entità che soddisfatta della sua creazione manda avanti a colpi di dado la vita di ogni uomo, come un gigantesco gioco di ruolo in uci lui è arbitro, giocatore ed antagonista.
Gli occhi azzurri di Ralph, e il suo abbandonarsi al suo destino di uomo con la consapevolezza di non poter diventare Dio come credeva invece ai tempi di una tonaca nera mi hanno fortemente scosso nel profondo dell'animo ricordando mesi (anni?) passati sull'orlo del baratro giravoltando su una corda tesa sopra un profondo burrone contentente fiamme ed aculei.
Non avevo possibilità, non c'era la doppia scelta, di qui il paradiso e di lì le fiamme dell'inferno.
L'unica possibilità era tenermi stretta appesa a quella stramaledetta corda, e guardarmi indietro, sull'altra sponda, dove c'erano tutti i pesantissimi ricordi. Mi ero caricata di sentimenti, e di amore, di frasi non dette, di frasi non capite, di atteggiamenti ambigui, di dguardi fraintesi e fraintendibili.
Fino a cadere, riuscire ad aggrapparmi a quella corda, e tirare avanti.
Non per me.
Per lui.
Per Ralph, e per il bene immenso che gli voglio.
TREMILA VISITE SUL BLOG!!!!
SPUMANTE! CHAMPAGNE!
...cameriere.... BIRRAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!
Leggo Uccelli di Rovo.
Ieri Maggie è riuscita, finalmente, a far capitolare tutte le difese di Ralph.
E intanto ascolto il sogno di Luna.
Il mix è semplice, ed incomincio a ricordare Maverik qualche tempo fa, con gli occhi colmi di lacrime di furibondo terrore, all'apparenza serafica, dentro tenuta insieme con lo scotch.
Ricordo quando mi svegliai sconvolta, con l'appiccicaticcio senso di colpa addosso, mentre ripercorrevo con la mente gli ultimi fotogrammi di un sogno che non credo riuscirei mai a dimenticare lungo tutta la mia vita. Un orrore quasi indicibile, la sgradevole sensazione di aver pensato qualcosa di male, di aver desiderato qualcosa di indesiderabile.
E i giorni a ripensarci, a ripensare quanto sembrasse vera quella fervida immaginazione, e a quanto potesse essere vero un sogno che ho deciso di allontanare e rifuggire, e da cui continuerei a scappare se talvolta non ci fosse qualcosa o qualcuno che me lo riporta bruscamente in auge, senza volerlo, senza chiedermi il permesso.
Ho qualcos altro da cui scappare?
Ok, ok.
Oggi mi sento particolarmente creativa....
PS:
questa immagine è dedicata. Qualcuno sa a chi, qualcun altro no. Il diretto interessato se vedesse capirebbe. Però il topino (Roddie!!) gli assomiglia un sacco!
C'è una cosa che non sopporto. Il veder star male le persone che amo.
Non posso soffrire di sentire piangere il cuore di un caro amico e sentirlo accusare un vuoto, un profondissimo vuoto dentro di sé.
Mi sento impotente davanti a questi pensieri.
Quanti anni hai? Quanto sei diventato grande, ormai?
Abbastanza da smettere di farti trattare come un oggetto, credo.
Non ti vuole, Mshairi, non ti vuole, non più di quanto un bambino viziato voglia un giocattolo, di cui poi si stanca quando lo ha, e decide di rivolerlo piangendo e strepitando quando vede che glielo stanno portando via.
Ma un giocattolo... un giocattolo non ha la tua testa, la tua splendida testa, e il tuo cuore che fa la differenza. Un giocattolo è solo un giocattolo, tu sei qualcosa di molto di più, qualcosa di vivo, pensante, presente, una spanna sopra la massa. Un giocattolo si compra, tu no, tu non devi farti comprare.
C'è chi pagherebbe oro ed argento per te, ne sono certa.
Cammina, cammina da solo, con quegli occhi sempre alti, e il volto bello e fiero, ed il sorriso sulle labbra, come sai fare tu. Cammina e va' via da lei che ti vuole per i suoi capricci. Per i suoi... deliri di onnipotenza.
E' una donna, e come donna agisce.
E chi meglio di una donna può capire la perfidia di un'altra donna? Chi meglio di una donna comprende le manovre infide e subdole?
Te l'ho detto. Mi sento impotente davanti a tutto questo.
Vorrei prenderti a schiaffi per farti svegliare da questo torpore, e nel frattempo abbracciarti e darti la mano per dirti che non sei solo, e farti sentire tutti i suoni differenti che danno le bottiglie di vetro quando sono piene per diversi livelli, e farti sentire il tuo suono.
E' vero, non posso vedere dentro di te. Ma sento. Ti faccio suonare, percuoto il tuo essere ed ascolto il suono. E suona pieno, traboccante, tracimante, ma suona ostruito.
Abbi la forza di alzare lo sguardo, e vivere, ed amare.
Un bacio forte, piccolo grande "Mshairi".
Una sensazione spasmodica di potere.
Ce l'avete presente?
La sensazione di poter essere un burattinaio che tira le fila dei suoi pupazzi e li costringe a muoversi come preferisce. La sensazione di aver scoperto ogni segreto, di aver scandagliato a lungo il passato del tuo prossimo e di poterne gestire il futuro, intuendone il presente.
Ho la sensazione di essere diventata maliziosa e cattiva, con questi capelli rossi. O forse di esserlo sempre stata, e che questi capelli rossi non siano che l'espressione tangibile di questo modo di essere.
Ci vuole coraggio, ad essere pezzi di merda, e forza di volontà per smettere di esserlo. Ed io, io ho scoperto in questi giorni di non avere ababstanza forza di volontà.
Ci sono cose che danno deliri di onnipotenza, fatti, persone, letture. Azioni compiute. Stupide. Inconcepibili. Eppure, così, di primo acchito, con la stupidaggine dei ragazzi di diciotto anni, così avvincenti e cariche di adrenalina.
Fissare lo schermo di un computer e ridere a crepapelle per un passato non troppo lontano, ma così nascosto da un determinato presente, che non è neppure quello che dovrebbe esserci.
E da ora, come ti guarderò?
E da ora, come ti chiamerò?
Da ora... da ora... quando ti parlerò, trasparirà nei miei occhi il desiderio di conoscerti ancora di più? Trasuderanno, queste giovani foreste, la voglia pazza di farmi amare? Lo vedrai colare forte e pungente il ricordo della tua vita?
PS x SteStaStu:
E' inutile, sei un gran figo anche se non vuoi crederci!