«E…e….i cavalli…eccoli…ora arrivano…come sono eleganti…si muovono al buio, leggeri e veloci…ombre…un gruppo di ombre al trotto, liberi e senza legami, trottano lontano. Senza mai voltarsi indietro. Trottano verso la meta che hanno scelto all’inizio del cammino, e guadano fiumi, saltano fossi ed aggirano ostacoli….sembrano ombre…ultimi residuati di una coscienza infelice.»
Non era un silenzio normale, quello che lo avvolgeva. Era un silenzio sacrale, colmo di aspettativa, come se esso gravasse sul corpo di Leonardo per fargli prendere una decisione, qualunque essa fosse. Al silenzio non interessava quale strada prendesse. Non era creatura divina né umana. Era. C’era dalla notte dei tempi, da prima della Creazione che si svolse in silenzio. Conobbe Dio e conobbe l’uomo, e decise di non parteggiare per nessuno dei due. In tutti e due c’era la colpa, in tutti e due la virtù. Dalla nascita li accompagna, li prende per mano nelle situazioni difficili, e alla morte li piangerà. Insieme.