Ricordi che riaffiorano?
E' appena arrivata una foto.
Pier, ti ringrazio troppo.
Io sto male come al solito, lui è bello come il sole, come al solito.
Riemergono emozioni, ricordi.
Spunta una lacrima.
Sola?
Caro Babbo Natale,
quest anno vorrei scriverti una lettera molto semplice, che credo tu capirai bene, visto che in questi diciotto anni hai imparato a conoscermi, piano piano, considerando ogni tua piccola scoperta il frutto di una mia grande apertura.
Il mio unico desiderio, per questo Natale, sarebbe poter tornare a vedere la Commedia con i miei amici... con Shy e Yuu, con Vitt. La speranza sarebbe di poterla rivedere con -Ura, Presidentessa, Splendor, Roinuj.. ti sto chiedendo troppo, Babbo Natale?
In fondo non ti chiedo la pace nel mondo, o che nessuno patisca più la fame, o che ogni ingiustizia sparisca o chissà che cosa.
Però... forse sì, forse hai ragione.
Forse dovrei smetterla di sognare, di appassionarmi ad uno spettacolo e di vedere come egida guida della mia formazione Vittorio. Dovrei capire che non è il mio folletto, che non mi deve indicare alcuna strada. E che è tutto finto, tutto irreale, e che non tornerà più.
Ma sai, Babbo Natale, vivo di speranza. Vivo di attese.
Di attimi che non tornano, ma che muoio dalla voglia possano tornare ancora.
Io credo nelle fate.
E credo in Babbo Natale.
La Divina Commedia.
Avrei da impiegare parole e parole e parole su ogni minimo aspetto di questa Commedia, amata ed odiata.
Ci sarebbero da dire fiumi di parole su questo personaggio canormente comparsa e mimicamente protagonista. Potrei raccontare con dovizia di particolari sentimenti ed incontri e sconti e sorrisi e baci e abbracci del venerdì.
Oggi Anna mi scrive per sms "per loro il teatro è questo, fare gli sbruffoni su un palco", a riguardo di un mio avviso sul fatto che alcuni suoi alunni ancora non sanno mettere gli accenti tonici sulle parole.
Mi sembra così... ingiusto, che una cosa del genere venga pensata.
Che al momento lo scopo ultimo di studiare recitazione sia fare colpo sulle ragazze, e girare Centovetrine.
Invece guardando Vittorio riscopro ogni volta la grandezza dell'essere attore. Dell'esserci fisicamente e mentalmente anche nel momento in cui taci. Silenzio più assoluto e sei marginale, ma ci sei. E lavori, e pensi, e guardi come il personaggio che interpreti, e non come la persona che sei fuori dal palcoscenico.
E' un lavoro immenso, psicologicamente parlando, per questo lo apprezzo tantissimo, ancora più dell'atto stesso del "dire la battuta". E' essere davvero Attori, ed è quello che voglio diventare.
Perché Vittorio è così.
C'è.
E ogni volta mi fa tornare a casa più convinta. Più folle. Più viva.
C'è.
E ci sono anche io.
«Dove siamo?»
«All'inferno!»
...cominciamo bene...!!
Silenzio. Solo l'acqua della doccia che scroscia, e Valeria che canta.
Ancora insieme.
Ci riscopriamo di nuovo in sintonia, di nuovo ... "complementari".
Ho avuto il piacere e l'onore di conoscere l'intera famiglia, o quasi, ieri. E di vederla con gli occhi sbrilluccicanti di gioia mentre attaccava le figurine, e io mi sono riscoperta bambina accanto a lei, sperando che ci fosse un qualche doppione di Jimmy e Greg, che avrei tnto voluto attaccare sul mio Quaderno di Strada.
Giorni di cambiamenti e di inversioni di marcia, come tutti quelli che precedono e seguono un mio viaggio; ore per mettermi in pari con il mondo e in conflitto, e poi in riappacificazione, con me stessa; ore per catalogare i ricordi in ordine emotivo e non cronologico, ore interminabili per meditare soluzioni a conflitti e piani d'azione.
Ore, anche, per assaporare l'attesa prima di un incontro, per gustarsi ogni attimo di dolorosa separazione, che sovente porta all'adempimento di una grande gioia. Ore per guardare le campagne laziali e ricordarsi Vallechiara. Ore per arrivare a Marino per strade contorte ed in salita, e sentire l'eco mai spento e più che mai sofferente e lontano di vecchi passi e giovani fiatoni.
E stasera VIttorio, e Dante, e chissà, magari anche Mons. Frisina.
Mi hanno sempre propinato le sue canzoni, e... beh, sono belle!
Domani parto.
Cioè OGGI parto.
Incredibile, non mi sembra vero!!!
Visi amici, Valeria, Laura, Francesca... e poi conosciuti Maura, Franca, MT, Gabry, Carlo, Lisa... e i nuovi Solly, Pilvius, Kia...
Mi separano poche ore. Manciate.
Arriverò!
VITTORIOOOOOOOOOOOOOOOO
(sulla scia di "guglielmooooooooooooooooooo")
Storie deliranti di un tranquillo sabato di follia a casa Mextli, per il ripasso maturità. Tempo addietro, dunque... ma è sempre un bene rispolverarle.
Storia n. 1
1. Le rane gracidavano nello stagno, guardando due serpenti che copulavano, tuttavia invisibigli alli oci di Diabolika, che continuava a domandarsi come le serpi fanno gli filli. Il cavalier Marikus, da lontano, urlava "Catii Suis!".
2. Dunque Diabolika si era resa conto delle equine dimensioni dell'arnese di Jingo ed iniziava a gridare al miracolo... Pesce di Mare suonava... E SoulsThief limonava con Slash... Cazzo, con i capelli sul viso sono uguali!!
3. Perciò Bellincion Berti sposò il cadavere di Nikita Krisciov, mentre il papa baciava appassionatamente Fidel Castro. E Jingo si rasava i peli bianchi del pube.
Storia n. 2
1. E la mattina seguente, F**a S****a si alzò. Ma trovando una testa di cavallo mozzata nel letto, decretò che Pavese non ebbe a stare un neorelista.
2. Alex aveva deciso di farsi gay e ci stava provando con l'uomo di colore che faceva benzina a Mextli... Si udì un tonfo: era Pavese che si era appena buttato dal tredicesimo piano del motel Agip.
3. E così Jingo, in preda ad una crisi "sessuale", non trovando altra merce decise di affrontare il pericolo: andò in giardino e montò Max, seguendo l'esempio di Mextli che poco prima aveva mostrato la tecnica.
4. I cinque andarono all'ascensore che si bloccò... Al che Jingo e Diabolika ebbero l'occasione di provare i salsicciotti... I restanti tre rimasero sconcertati da ciò perchè quei due erano due porcelloni... Alchè sbloccarono l'ascendore, uscirono e li mollarono lì dentro...
5. E di conseguenza la S****a, ormai decapitata, volò giù dal balcone del suo appartamento, e i nostri eroi vissero gaudenti e felici. Odino, soddisfatta la sete di sangue, volò via, portandosi la testa della megera, trovata alquanto stimolante ed ispiratrice, in particolar modo appena davanti al cesso.
"La sai la differenza tra un elefante e una formica?"
...no...
"Mettiti gli occhiali!!!!"
...Chikai imperat!
...abbiate pietà, ho passato un campo con una tizia del genere!
ke posso dire di marika?...mah niente, ke ha avuto una gran sfortuna nn le è stato mai riconosciuto il successo dovuto. ad esempio quando è nata una stella cometa ha sovrastato i cieli...che nn hano beccato il fratello minore al posto suo come messia? bah ke mondo...
Angelo Custode