Ancora a Nova.
Beh, almeno si sta freschi.
Oggi mi sono sparata due ore de "La gatta cenerentola" di De Simone (splendido, veramente splendido!), un po' di A chorus line, e ora un po' di Jerry Lewis. Interverrò con lo spirito da traduttore quando vedrò l'arrivo in areoporto di Lewis.
(s)fortunatamente la piccola vi (la VERA piccolavi) si è già vista tutte le settordici interviste della Bohème, uffa, erano cosa mia... c'era già il mio nome sopra.
Vabbè, oggi cmq tra una cosa e l'altra io e Sancte abbiamo riversato qualcosa come otto cassette. Se facessimo una classifica, saremmo primi in ordine di cassette riversate.
AH AH AH!
Vabbè... ora forse è il caso che metta un po' in stand by il cervello... quando torno ho riunione partenti con Simona e poi riunione con lo staff del Branco del Bari 6.
E domani ho le riprese.
E dopodomani anche.
E...ma insomma, ne uscirò viva?
Ho deciso (!!!) di inserire (finalmente!) questo pezzo di filmato. Credo di non star facendo un torto a nessuno, inserendolo, ecco...
Ringrazio la cameraman, ringrazio Vale per avermi passato il dividi, ringrazio il Mister.
C'è qualcosa di malvagio in tutto ciò.
Nelle riprese che cadono nelle mie mani c'è sempre qualcosa che non va. Ora inquadrano questo piuttosto che quello, ora si sfoca l'inquadratura, ora viene inspiegabilmente cancellato tutto un pezzo (è successo, è successo... e per ben DUE SPETTACOLI...).
Dicevo che secondo me c'è qualcosa di malvagio, no?
Ecco, forse c'è un'entità suprema che non vuole assolutamente farmi rivedere e studiare. Ah, però io l'ho fregata.
Eh sì, perché poco poco, ma mi sono ristudiata.
tiè!
...oh, certe cose son venute popo carine :D
Mi sono presa una decina di minuti di pausa.
Qui, a Nova, ci siamo solo io e Santuzzo. Volendo, potremmo far esplodere tutto, ma... chi ne ha la voglia e la forza?
Lui è giù a guardarsi e a riversare l'ennesima videocassetta (ora tocca al Don Chisciotte, coreografie di Nureyev), io ho appena finito di aggiustare tutti gli appunti che avevo preso ed inserirli nelle schede con il minutaggio esatto.
C'è "qualcosa" di calmo e tranquillo, qui. Un nonsoche di rilassante, quasi. Saranno gli alberi, le foglie che vengono mosse dal vento, o forse il sole che da loro quel colore particolare...tra il verde e il giallo... non so.
Di contro, qui, dentro la stanza, c'è il tabellone delle presenze che mi fissa minaccioso. Come per dire "guarda che io so quando vieni e quanto tempo stai". E' quasi angosciante, davvero.
Devo dire che pensare queste cose mentre da giù viene la musica del Chisciotte è veramente inquietante. Archi a non finire, e quel che è peggio neppure una sillaba. Sembra la colonna sonora perfetta per l'assassinio di una giovane stagista in una villa completamente vuota.
Vabbè, torno al lavoro. Le apparecchiature, giù, mi aspettano.
Pensavo... no, non pensavo.
Il tempo è sempre poco, o forse sempre meno. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi.
E così cerco di non pensare a me, a noi, o forse a voi. Poi mi prendono i momenti no, anzi, forse questo è già un momento no. Uno di quei momenti no che non sono proprio un no sicuro. Forse un ni.
Ecco, questo è un momento ni.
Se fosse un momento no, sarei chiusa in casa a deprimermi o comuqnue non trarrei alcun piacere dallo stage impegnativissimo che sto affrontando. Se fosse un momento sì, scriverei ogni giorno cazzate e vedrei la vita come la Sagra della primavera di Béjart (clapclapclap per la citazione!).
Ma è un momento ni.
Non vi sto a spiegare cos'è un momento ni, vero? Avete vissuto tutti, un momento ni (che è diverso dal momento so) nella vita.
Ecco, forse la vita è, per l'uomo medio, un continuo periodo ni o un continuo periodo so.
Io, che non rientro nella categoria dell'uomo medio, ho sempre avuto una vita che assomigliava ad una montagna russa, ma almeno sapevo cosa aspettarmi.
Ridere o piangere.
Vabbè, ho sempre riso anche quando avrei dovuto piangere, ma questa è solo la conferma di quanto io non appartenga al genere umano. Ebbene sì, provengo da Alpha Centauri.
Che dicevo del periodo ni?
Boh.
So.
No.
Na.
M A H!
Sì, in questo periodo sto un po' orsa. Un po' Winnie the Pooh ("oggi stai come winnie the pooh: orsa e rincoglionita" - by Luna), un po' "mamma orsa" (by Grazio).
Ho notato che c'è una certa confidenza tra me e il mixer luci antidiluviano della mia vecchia scuola.
Quel feeling a pelle che in genere si crea tra persone. Ecco, io ce l'ho con il mixer luci.
Con quelle scritte "dimmer (a)" e tutte quelle levette e quelle regolazioni... e con le memorie impostate (ma da chi, poi? Ditemelo, che lo fucilo! Lo trapasso da parte a parte con una lama fatta di sale!!), che a volerle reimpostare io avrei bisogno dell'aiuto di gilgamesh e gibreel che scendono dal cielo solo ed esclusivamente per passare un pomeriggio chiusi con me in regia. In una cabina regia dove non ci si può muovere.
Ecco cosa vorrei. Una cabina regia dove, una volta messo l'occhio di bue, ci si possa muovere. Dove ci sia un po' di terreno calpestabile. No, non danzare, non fare il trenino.. CAMMINARE! Dove io possa passare da un angolo all'altro, in tutto un metro e mezzo in linea d'aria, senza inciampare su cartoni o su casse fuori posto!
Vorrei anche che i bambini stessero buoni e facessero quello che devono senza strepitare e rincorrersi e menarsi. E che spegnere le luci di sala per vedere l'effetto dei fari non implichi necessariamente dover sedare i marmocchi!
Vorrei una cabina regia dove, dopo tre minuti e mezzo dall'accensione del faro, non si debba stare in deshabillé per il caldo. Dove non debba portarmi il costume da bagno come tenuta da tecnico luci, insomma. Non che la cosa dispiaccia, per carità, però ecco... magari le suore non sarebbero contenti.
I maestri forse sì. Le suore... nun benz!
Insomma, non chiedo la luna nel pozzo. Mi basta il pozzo.
Ma qui, a ben vedere, non ho nemmeno una pozza.
"La seducente massa di riccioli che le incorniciava gli occhi verdi, dolci e molto intelligenti di solito faceva scoccare la scintilla [...]il passo rilassato ed elastico rafforzavano l'impressione, e il fatto che lei fosse del tutto inconsapevole del proprio fascino la confermava definitivamente. Era un vero peccato che si fposse sempre innamorata degli uomini sbagliati. Era persino arrivata a sposare l'ultimo di quella disgraziata serie, un errore a cui di recente aveva posto rimedio"
R. Khoury - la missione dei quattro cavalieri
Oddio sembra scritta a quattro mani da Greg e dal Capitano... uahauhauahauhauhah
Ieri ho donato il sangue... per la prima volta.
Per certi versi è stata un'esperienza traumatica, visto il fatto che è ben difficile trovare le vene al mio braccio (sigh, l'esperienza insegna!), peraltri no, direi di no.
Incominciamo da principio, che forse è cosa buona e giusta.
La sveglia al solito orario mi impone di fare le cose molto velocemente: la messa sta per incominciare.
All'arrivo in chiesa, scopro che chi dona può essere esente dalla messa.
+1 per la donazione.
Scopro anche che chi dona, ha diritto ad una colazione DAVVERO luculliana.
+1 per la donazione.
Compilo il modulo, dove mi trovo a fronteggiare domande come "quali malattie infantili ha avuto" o quella che ci ha lasciato interdetti maggiormente "è dedito all'alcool?" (glom!) e ancora "fa attività pericolose?" (e la domanda di tutti "gli scout sono un'attività pericolosa?").
Dopo un po' che non riesco ad entrare, mi mando male. Mi stava prendendo proprio male, e proprio nel momento in cui stavo pensando di strappare il foglio, esce l'infermiera a chiedere se ci fosse qualcuno pronto. Son schizzata da lei con il foglio del questionario in mano dicendo agli altri "scusate ma mi sta prendendo troppo male!!!".
Finalmente prelievo (ma...ma... con la siringa!?!?!?), breve colloquio per attestare la mia sanità (non mentale, quella è impossibile accertarla!), breve disquisizione sul numero delle mie piastrine (sigh) e via, sul lettino.
Prova di cultura medica superata!
Lì mi piomba addosso un infermiere mica male che mi cerca la vena ma, ovviamente, non la trova. L'avevo detto, io, che era difficile.
Quando lui, su mio consiglio, decide di cambiare braccio e passare a quello dove mi era stat fatto il prelievo, sul braccio libero (il sinistro) si avventa l'altra infermiera dicendo "ma io la vena l'avevo sentita".
Li vedevo entrambi intenti a tastarmi il braccio con gli aghi in mano, mentre il laccio emostatico stretto fortissimo mi faceva (a mio avviso) schizzare le vene dal braccio. Ancora poco ed avrebbero incominciato a ballare la rumba!!
Per trenta secondi mi è sembrato di vivere un film dell'orrore. Lei a lui "...se non sei sicuro, per favore, non lo fare. E' alla prima donazione".
SE NON SEI SICURO DI CHE??? MAAAAMMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Prova di coraggio superata!
Mi infilano l'aghetto (!!!!!) nel braccino e se ne vanno. Il tempo scorre, scorre, scorre.
Il sangue no.
E' lento!!!!
Finisce Simona alla mia sinistra (vabbè, era entrata anche prima di me!), finisce Valeria alla mia destra e viene anche imboccata (era entrata DOPO di me!!!)... arriva un altro donatore, fa il prelievo e si sdraia. FINALMENTE finisco anche io!
Prova di pazienza superata!
L'infermiere, gentile, mi porge il succo di frutta, infilandoci la cannuccia. Gentile, dai!
Finalmente, uscii a riveder le stelle.
Sono Babbiona, sono Babbiona, sono Babbiona!!!
BabyBabby, Babby 7.. eh eh eh!
«mica posso saper fare tutto, io!
Tu sei Dio, io siedo solo alla tua destra!»
Spooky