Scossa da brividi di freddo scivolo dentro la camicia.
Destinazione oblìo.
"questo mondo, da fuori così bello ed emozionante, è pieno di sconforto: dopo tutto quello che devi mandare giù, tutti i torti e i soprusi, i tentativi di metterci uno contro l'altro, cosa mi rimane nelle mani? Un mondo di cartone..."
La prima volta che ho giocato il gioco Scout è stata nel 1998.
La prima volta che ho pestato il palcoscenico per gioco è stata nel... non lo so, ero troppo piccola ed entusiasta. Forse il primo anno d'asilo.
La prima volta che ci ho sudato davvero, è stata per la Giornata della Memoria della mia terza media. Il primo pezzo, "Alle fronde dei salici" di Quasimodo.
La prima volta che sono stata gelosa è stata nel 1995, quando sono nate le mie sorelle.
La prima volta che ho letto "Non chiederci la parola" di Montale, ne sono rimasta profondamente segnata.
La prima volta che ho usato un computer è stato nel lontano...boh, forse 1994... era un Commodore 64, di quelli che adesso i ragazzini se li sognano. E tanto peggio per loro!
La prima volta che ho visto Vittorio Matteucci è stata in televisione nel 2003, la prima volta che l'ho visto dal vivo è stata a Roma nel 2004... ma da subito è nata la passione viscerale.
Dalla prima volta che sono stata orgogliosa di me stessa... non so quanto tempo è passato, né se ne è davvero passato.
La prima volta che ho incontrato Valeria, mi ha cantato "Jesus Christ, Jesus Christ, nanananaaa nananaaa na na"...e ad occhio il suo inglese non è cambiato molto!!!
La prima volta che ho confidato qualcosa a qualcuno, credo sia stata a Luna.
La prima volta che ho scoperto che anche un uomo può essere uno splendido amico, è stato grazie a Mextli.
La prima volta che mi hanno detto che non sarei mai entrata in Accademia con quell'assurdo difetto di pronuncia, è stata anche la prima volta che sono salita seriamente sul palco. Il difetto l'ho corretto, ma in Accademia non ci sono entrata comunque.
La prima volta che mi sono sentita grande, è stata quando ho fatto il primo viaggio da sola, e la prima volta che mi sono sentita importante è ststa quando le mie sorelle sono venute ad abbracciarmi.
La prima volta che è partito papà mi sono sentita uno schifo. Il sentimento va livellandosi ogni volta che parte, crescendo, capendo. Ma la sensazione di essere uno schifo resta.
La prima volta che ho incontrato Franca mi ha detto una cosa bellissima, "ma lo sai che non hai accento?".
La prima volta che ho incontrato Maura temevo mi prendesse a calci, invece mi ha abbracciata!
La prima volta che ho incontrato le gemelle le ho riconosciute subito senza problemi.
Alla prima di Dracula ho fatto una serie di figure di merda...
La prima volta che mi hanno detto che sto diventando anoressica è stata oggi. Anoressica una cicciottella come me?!?!!?!?!?!?
La prima volta che ho urlato contro i miei genitori, è stata perché ero convinta mi dovessero dire che Nonna era morta. Peccato avessi solo quattro anni e nessuno oltre me credeva in questa, chiamiamola così, onestà intellettuale.
La prima volta che mi sono ubriacata è stata alla notte bianca, a settembre dell'anno scorso. L'ultima volta, ovviamente, non è ancora arrivata.
La prima volta che ho sofferto da cani per il comportamento insensato di una persona, è stata per Voleur.
La prima volta che ho amato è stata alla nascita. I miei genitori.
La prima volta che ho potuto tenere un bambino in braccio, la prima volta che ho baciato qualcuno, la prima volta che ho letto un libro, la prima volta che ho sorriso, la prima volta che ho usato il diaframma per respirare, la prima volta che ho portato la voce, la prima volta che ho presentato un'attività agli scout, la prima volta che mi hanno chiamata Won-Tolla, tutte le mie prime volte mi hanno profondamente segnata.
Mi dicono che intimorisco le persone.
Ma è vero?
Io...io non credevo, davvero. Credevo di essere la persona più buona e disponibile del mondo.
A volte inganno, lo ammetto.
A volte scherzo.
A volte il mio cervello a due velocità si fa prendere la mano (o il neurone) e cambia le carte in tavola, le mischia, le smazzetta. Mi da un'aria saggia e decisa.
No, saggia lo sono davvero. Decisa un po' meno... beh, dipende dalle cose in realtà.
Sto divagando come al solito, sarà l'aria di Nova?
O è la tastiera del Mac che prima o poi mi ruberò impunemente, ché mi piace troppo?
Aspetto Zeffy Ford Escort, aspetto sviluppi teatrali che arriveranno in forma diversa da quella che desideravo ardentemente. Aspetto sviluppi in generali, svolte, curvoni, curve a gomito(lo)... e continuo ad aspettarle, da bravo Viandante.
un Viandante alla ricerca di sé.
PS_
perché arrivano al mio blog cercando "foto di matteo sartini tenore"?!?
Sono già a Nova e sto gelando.
Come al solito, vorrei che ci fosse un caminetto, qui... se ci fosse, potrei addirittura viverci.
Ecco, credo che uno dei punti cardine della mia vita, a questo punto, sia il fuoco.
Ma non mi addentro nella simbologia, nel passato, nel significato... lo tengo come assioma. Prendo atto, e vado avanti.
Cavoli, è la terza volta che ridico la stessa cosa in due giorni: "prendo atto e vado avanti".
No...non ce ne sta, è una frase guida ormai., tipo mantra religioso, da ripetere tre volte al giorno possibilmente lontano dai pasti (perché quando lo ripeti significa che vorresti vomitare l'anima -metaforicamente!!- ma non lo fai per pudore).
Che poi in sé non significa ASSOLUTAMENTE NULLA!
Pensateci!
"prendo atto e vado avanti"
Prendo atto? E sai che novità, che altro devi fare?
Vado avanti? E che avanti?
Prodromi di un suicidio annunciato?
La catastrofe non giungerà per ora...
un angelo caduto in volooooo questo tu ora seeeeiiii.........
momentaneo appoggio per la sezione "XXX", come la chiamerebbe qualcuno.
Mimmo "Le telepatia? E' un televisore che fa male al fegato"
Gino a Nico (riferendosi a me) "sta venendo, sta venendo..."
Nico "Mò, allora sei un mago!"
Enrico (parlando di fantasmi) "e dopo qualcheanno sono tornato... e lei non c'era più"
Mimmo "sarà morta..."
E' tutto così strano.
Ci sono un sacco di cose che non capisco, che accadono e basta. Che mi piombano addosso.
Persone incomprensibili con comportamenti incomprensibii, eppure a loro sembra tutto normale.
Io voglio crederci.
Ma vorrei anche iniziare a credere in me, ne ho bisogno... ne ho un folle bisogno.
Vorrei delle persone accanto. Amici, amori.
Stanotte ho dormito con mia sorella che stava male. e' venuta a dormire con me, e ha passato la notte abbracciata a me.
Vorrei tanto credere che possa succedere ancora ed ancora ed ancora ed ancora.
Quando si è piccoli, alcune cose affascinano.
Quando si cresce, le stesse cose spaventano.
Tappe bruciate, e parole scritte. Sguardi furtivi, emozioni che divampano. Ricordano un passato non troppo lontano, ma da cui vorrei prendere le distanze.
Terrore attuale di un futuro prossimo, o di un futuro attualmente illusorio.
...e intanto, manco cazzi, piovono notizie tra capo e collo.
Ho ripreso a scrivere per il teatro, l'adattamento di un adattamento.
In compenso, non lo facevo da mesi... cosa sarà stato...da gennaio? febbraio?
E' novembre.
Ho riletto gli ultimi frammenti del Romanzo... ho guardato la data dell'ultima modifica: dicembre 2007. That's mean quasi un anno.
Il mio ultimo disegno (e disegno è un parolone!) è datato fine aprile del 2008; il penultimo, 2005.
L'ultimo spettacolo l'ho fatto a fine aprile del 2008, e ad oggi non sono ancora salita sul palco per recitare ancora.
L'ultima vera audizione, settembre 2007. Ad oggi, ho ancora troppa paura per farne.
L'ultima volta che ho visto Vittorio, è stato a novembre del 2007. Un anno.
L'ultimo concerto, quello dei Police, risale all'ottobre del 2007. Ad oggi, più nulla.
L'ultimo Movieland, settembre 2007. Insieme all'ultima volta che ho incontrato Stu.
L'ultima volta che ho visto Vale, luglio 2008, ma mi sembra passato fin troppo tempo.
Forse devo colmare qualche vuoto temporale...
Che bella, la pioggia.
Se non fosse che qui a Nova fa così freddo... eh, però se ci fosse un caminetto sarebbe addirittura piacevole rimanere.
Non so perché la pioggia mi affascini così tanto.
Forse è la sensazione di qualcosa che cade, di un tutto che va giù... inesorabilmente.
Una pioggia che monda, direbbero i testi più in voga nell'ambiente ecclesiastico.
Io, dal canto mio, parlo di un pioggia che rinfresca. E che da un po' di vita a questo mondo infame.
Che di vita ne ha tanta, tranne che per una donna sola in mezzo alla folla.
Immersa nella sua follia, bagnata sino al midollo di una pioggia che lava.
Che bagna.