Ho lasciato per terra un kg di capelli.
2009, finalmente un anno dispari.
Vediamo se questi 12 mesi andranno come voglio io.
Come ogni anno inizio già da ora a fare un breve bilancio dei dodici mesi passati.
Come ogni anno, forse più per spirito di sopravvivenza che per ottimismo, più per semplicità d'intenti che per convinzione, i pro stanno superando i contro, qualsiasi cosa sia successa, qualsiasi cosa sia fallita... perché in fondo, in fondo, non è questo quello che vale?
Non è meglio il viaggio dell'arrivo?
Fuori tira un vento incredibile, e ovviamente le corrispondenze mi riportano in vita un video amatoriale. Lalo che canta Troppo Vento. Incredibile come un video possa portare ad amare una canzone.
"No non ci si può fidare di uno che vivrebbe bene in un motel"... eppure persino io ho imparato a fidarmi di me stessa, chissà, forse SOLO di me stessa, o ANCHE di me stessa.
Pensavo di andarmi a comprare una gonna per capodanno. Sì, avete udito bene.
Ma anche il tempo imperfetto non è un caso. Mi sbatte essere al centro dell'attenzione nella vita privata. Mi piace stare ai margini, in linea di massima, anche se non sembra. All'ombra, ben riparata.
Quante poche cose si sanno di me!
Fa freddo ma non nevica, ed è un peccato.
Io sono chiusa in camera a strimpellare la chitarra, esattamente come facevo qualche mese fa, solo con più convinzione e più risultati. E meno depressione.
Curioso il motivo per cui ho iniziato a toccare la chitarra, e ancora più curioso ricordare quello per cui ho passato ore ed ore di una singola giornata a spaccarmi le dita sui tasti, facendo poi prendere avvio alla mia folgorante carriera.....
Ora penso che dovrei imparare almeno i rudimenti del pianoforte.
Ecco, se penso a tutto il tempo perso quasi piango. Ho perso un sacco di tempo e un sacco di occasioni, da piccola. Perché, poi? Da adolescente ho iniziato a pensare fosse una forma di ribellione, essere completamente diversa da qualsiasi altra persona che abitasse sotto il mio stesso tetto.
Non suono uno strumento pur avendone facoltà, non cucino e non preparo cocktails, ho sviluppato dopo i sette (?) anni un rigetto per l'anatomia e una voglia di viaggiare.
Disegnavo, recitavo, scrivevo.
Anche qui non c'è niente di casuale nei tempi.
E ora invece... ora invece aspetto. Continuo ad aspettare che sia primavera, che i puffi siano blu, le farfalle volino e i ricci si nascondano tra i cespugli. E lo faccio mettendo tanti punti, qualche punto e virgola ed una serie mediamente infinita di virgole.
I punti interrogativi mi piacciono, me li hanno messi spesso. E anche le parentesi, quelle in effetti le uso molto anche quando scrivo.
La scrivania è tappezzata di pezzi di nastro carta con scritte le frasi degli ultimi sei mesi.
Ne manca una, una sola. Non l'ho scritta perché è tanto brutta.
Le altre...le leggo, sorrido. Ricordo i momenti.
E mi chiedo... quale sarà la prossima?
Caro Babbo Natale,
non hai esaudito tutti i miei desideri. I fantastiliardi non c'erano.
E io mi sono fatta una giacca di Renna.
'zzi tuoi.
Caro Babbo Natale,
ho in ostaggio alcune tue renne. Anche quella con il naso rosso.
Segui attentamente le mie istruzioni e le riavrai vive.
Metti in una busta imbottita 5473807508754 fantastiliardi di euro in banconote da piccolo taglio. Dopodiché lasciala alle 23.55 precise nel bidone dell'immondizia di fronte casa mia, e prega che non ci lancino dentro le bombette e non prenda fuoco come al solito: in quel caso l'operazione verrà ritenuta nulla.
Io scenderò a ritirarla alle 23.59 e conterò i fantastiliardi.
Intorno alle 00.59, quando risalirò nel mio covo supersegreto, conto di trovare tanti bei regalini sotto l'albero. Per me, non per gli altri, intendo.
Lo scambio avverrà alle 01.01.
Lascerò i quadrupedi sul balcone del mio covo, se e solo se avrai seguito le mie indicazioni.
Comportati bene e non chiamare la polizia o i tuoi elfi, altrimenti puoi dire addio alle tue renne.
Marika.
ops. Il rapitore mascherato.
Un po' devastata.
Dodici ore di sonno per recuperare qualcosa, alla ricerca di qualcosa, forse.
Devo seppellire dei ricordi. Essere più permeabile.
Blocco artistico.
Torno a dormire.
Primo appuntamento della rassegna "Di suoni e di danze" di Terrae.
Un esordio per e nella ristrutturata aula magna della parrocchia di San Marcello, aula che mi ha visto per molti anni in calzoncinie fazzolettone (all'epoca in cui era praticamente un'incavo di mura, acusticamente improponibile, freddo e senza personalità) e che ora mi scopre in un veste nuova, quella di spettatrice.
Romancero Gitano, dicevo.
Testi del Maestro Garcìa Lorca, musiche di Mario Castelnuovo Tedesco.
Punto di contatto: l'Andalusia, fulcro di poesia, canto, chitarra e movimento.
Finale "a sorpresa", un quartetto ospite formato da Teresa Barbieri e Giorgia Bartolo (come da programma "baile, canto, palmas"), Dario Fraccalvieri (chitarra), Maurizio Lampugnani (Cajòn).
Suggestiva l'interpretazione del coro IL DODICINO, diretto da ANTONELLA ARNESE e accompagnato alla chitarra da NANDO DI MODUGNO.
Spettacolare la presentazione di ROCCO CAPRI CHIUMARULO, voce e regista dello spettacolo (degno di nota_ dalla platea "puoi usare il microfono?". Rocco "...no!". Segue risata del pubblico).
Neppure a dirlo ANNA GAROFALO splendida come sempre. E non mi sento di parte nell'attribuirle questa definizione.
"...pido a la divina madre de Dios, reina celeste de todo lo criado, me dé la pura luz de los animalitos que tienen una sola letra en su vocabolario"
un brivido, un ricordo.
Come un fantasma bianco che si aggira in platea risvegliando ricordi... sopiti, diciamo così. Rumori di palchi lontani. E nel mio cuore torna quel vago tremolio di stelle vagheggiato sommessamente e dileggiato con così tanta finta convinzione... e mi rendo conto che tutte le rose sono bianche, bianche come la mia pena. Un lutto di attrice?
“El duende… ¿Dónde está el duende? Por el arco vacío entra un aire mental que sopla con insistencia sobre las cabezas de los muertos, en busca de nuevos paisajes y acentos ignorados: un aire con olor de saliva de niño, de hierba machacada y velo de medusa que anuncia el constante bautizo de las cosas recién creadas.
La virtud mágica del poema consiste en estar siempre enduendado para bautizar con agua oscura a todos los que lo miran, porque con duende es más fácil amar, comprender, y es seguro ser amado, ser comprendido..."
da Teoria y juego del duende - F.G.L.
Questi sintomi prepostduranteforsemah influenzali mi sbattono un po'.
Voce bassa ma non rauca, pizzicorio ma non male alla gola, stomaco chiuso ma non nausea, giramenti di testa ma non febbre.
E' questa la parte dell'inverno che assolutamente non tollero per nulla. Insieme alla frenesia dei regali, che però mi intristisce.
Per il resto è tutto molto bello.
Vin brulé alla mano nella tazza rossa della DCO, meditare alla luce dell'albero di Natale.
L'odore di cioccolata calda alla domenica mattina quando mi alzo più tardi delle mie sorelle.
La gente intabarrata nei cappotti alla ricerca di un po' di ristoro dal gelo.
La condensa del respiro.
La cioccolata calda nei bar con Ica.
Il mio felpone della NASA
Accendere per forza il fuoco e respirare a pieni polmoni l'odore di legna bruciata.
...si potrebbe aprire un capitolo su "odore di legna bruciata". Mi sono accorta che lo adoro nel vero senso della parola, amo il Talisker perché sa di legna bruciata, amo i camini perché sanno di legna bruciata, la mia uniforme dopo le uscite perché se ci immergi la faccia e respiri chiudendo gli occhi, ancora profuma di mille fuochi, di mille notti vissute.
E di mille altre ancora da vivere.
"Se non faccio training per un giorno, solo la mia coscienza lo sa; se non lo faccio per tre giorni, solo i miei compagni lo notano; se non lo faccio per una settimana, tutti gli spettatori lo vedono" (Eugenio Barba)
...una settimana e un giorno.
10 - gli anni di Scoutismo al momento della Partenza;
9 - le volte in cui mi ripeto "stupida" battendomi una mano sulla fronte quando faccio una
cavolata;
8 - gli anni investiti in teatro;
7 - le persone che possono dire di conoscermi;
6 - in media, le ore di sonno per notte;
5 - le ore di training che vorrei fare quotidianamente;
4 - Comunità, Strada, Servizio, Fede;
3 - le mie splendide sorelle;
2 - le persone che hanno sentito mancarmi il fiato quando stavo per iniziare una frase
che non volevo iniziare;
1 - io.