Da quando un mio amico, qualche anno fa, mi disse "serendipità", questo concetto è diventato parte integrante della mia vita. Quasi un manifesto.
Una condizione.
Non so neppure io cosa mi aspettassi dal CFM.
Di certo, non mi aspettavo alcune cose.
Non mi aspettavo di ritrovare una spiritualità sopita dai fatti, dalle contingenze, dalle incomprensioni. Non mi aspettavo di conoscere persone speciali, che mi hanno voluta bene per quello che sono. Non mi aspettavo Romeo.
Non credevo di avere ancora la forza, il coraggio, di affrontare il muro, e di restare il tempo dell'adorazione in ginocchio a pregare e a chiedere con forza risposte che so di non poter mai avere. Non ricordavo cosa potesse significare sdraiarsi su una panchina a guardare le nuvole, di notte, al freddo, o abbracciare uno sconosciuto recitando il rosario.
Avevo dimenticato l'importanza delle scelte.
Mai come in questi giorni ne sto sentendo il peso, il peso di affrontare l'ignoto rinunciando alle comodità della routine conosciuta, la paura dell'incertezza.