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Sono giorni di confusione, un polverone che si alza sulle mie azioni, e mi impedisce di guardare avanti, indietro o ai lati.
Posso solo navigare a vista, e forse tanto mi basta.
Sono piena di voglia di fare, ma come al solito non riesco a dare sfogo a questi istinti primordiali. E' tipico della mia persona.
Quando ero piccola, almeno, disegnavo quello che volevo e quando volevo.
Ora... ora è più difficile.
Ora ho delle priorità, devo studiare, devo vedere gente, devo capire delle cose, devo fare esperimenti, devo.... e poi viene tutto il resto.
Poi, vengo io.
Il che è paradossale oltre che terribilmente crudele nei miei confronti.
Ma tant'è. Lo faccio, e basta.
Ci si districa, più o meno, anche così. Aspettando pazientemente un momento di calma, o, ancora meglio, un bel po' di vento in poppa. Nel frattempo cerco solo qualche alito di vento per andare avanti, che a rimanere ferma mi annoio.
Non capisco bene il senso di quello che ho scritto, eppure mentre lo scrivevo era così chiaro... ma ci sta. Sta bene anche così, lascio fare alle mie dita, per una volta.
Lascio scrivere loro e disconnetto il cervello, sarà anche il caso, una volta ogni tanto.
Ieri sera ho cenato.
E ancora una volta ho ripensato a quanta bienséance ci sia a riguardo dei legami di sangue. Inutilmente.
Mi sono accorta che è un bel po' che non scrivo. E che è un bel po' che non scrivo con regolarità.
Me ne sono accorta ieri, studiando di quell'invasato di Ennio che si sentiva la reincarnazione di Omero.
Anzi, è da un bel po' che non scrivo, e non ho scritto per un bel po'. Anzi ancora, mi correggo, da e per troppo tempo.
E' che a volte mi accorgo di star vivendo.
Vivendo forte.
Ed è una bella giostra, alla fine dei conti.
Se è vero che ci vedremo alla resa finale (Dracula imperat, strizzatina d'occhio a Mextli), ammetto che anche questo anno merita un +.
Ma forse è solo la mia tendenza a vedere il bicchiere mezzo pieno, purché si tratti di roba alcolica.
E di roba "da sballo", da inebriarsi, da capogiro, in questi otto mesi di 2009 ce n'è stata abbastanza. Altra strizzatina d'occhio, questa volta ad un lettore ignoto.
Ho tante cose per la testa, tante cose da voler scrivere, un'infinità di idee che si affollano all'entrata del cervello (all'uscita...) ma che rimangono incagliate. Essì, perché all'atto pratico non esce nulla.
Forse sono un po' intristita, ingrigita.
Da una perdita, che è quella del vechio romanzo, o almeno, dal file di miscellanea che avevo scritto... stavo scrivendo pagine su pagine di un misterioso e fantomatico dialogo inventato, vissuto, con una tecnica che ha ben poco di normale e moltotroppo di psicometodo. Ma a quello ci ho fatto caso dopo, qualche ora dopo, almeno, quando sono ritornata me stessa spossata e vagamente diversa.
Che è la stessa idea di quando a scuola per saltare l'interrogazione ti fingi malato, e ti fingi malato ocn tutte le tue forze... e alla fine, malato lo sei davvero.
Un po' perché hai fregato il prof, un altro po' perché ti sei fatto fregare dalla tua bugia.
Anche questo è un paradosso...
Ritornando a Ennio... non capisco come la gente possa dichiarare di ricevere in sogno lo spirito di qualcun altro. Ho qualch dubbio sulla metempsicosi, o almeno sulla metempsicosi dei vip... insomma, se proprio devo essere la reincarnazione di qualcuno, mi basta uno sciamano indiano. Non pretendo certo di essere il doppio moderno di Bukowski. O di Hugo (anche se piuttosto che scrivere il cap Paris à vol d'oiseau avrei preferito il suicidio...). O di Kierkegaard. O di chissà chi altro, insomma.
Ho natali umili, e me li tengo anche nelle teorie orfeico-pitagoriche.
Del resto il sogno della mia vita è terminarla a spasso sotto i ponti. E il mio karma mi dice che non mi sbaglio... e che sto lavorando bene per raggiungere il mio scopo.
Del resto è tutto lì, no? E' la determinazione.
No, non predeterminazione. Quella è un'altra cosa. Quella è una cosa brutta, lasciamola dormire.
Spero di non lasciar dormire ancora a lungo quello che voglio.
Anzi, facciamo così. Vado a cercare di svegliarlo.
à bientot (sè, come no)
ps_
per la teoria del "cerco un segno", prima di loggarmi mi sono lungamente interrogata sulla password, che ovviamente non ricordavo. Il computer sì.
Ho trovato 9 pvt.
Ho dovuto pensare 3 volte se scrivere o meno questo ps.
onde
su di me
si infrangono
sul mio freddo inverno.
Come ogni anno inizio già da ora a fare un breve bilancio dei dodici mesi passati.
Come ogni anno, forse più per spirito di sopravvivenza che per ottimismo, più per semplicità d'intenti che per convinzione, i pro stanno superando i contro, qualsiasi cosa sia successa, qualsiasi cosa sia fallita... perché in fondo, in fondo, non è questo quello che vale?
Non è meglio il viaggio dell'arrivo?
Fuori tira un vento incredibile, e ovviamente le corrispondenze mi riportano in vita un video amatoriale. Lalo che canta Troppo Vento. Incredibile come un video possa portare ad amare una canzone.
"No non ci si può fidare di uno che vivrebbe bene in un motel"... eppure persino io ho imparato a fidarmi di me stessa, chissà, forse SOLO di me stessa, o ANCHE di me stessa.
Pensavo di andarmi a comprare una gonna per capodanno. Sì, avete udito bene.
Ma anche il tempo imperfetto non è un caso. Mi sbatte essere al centro dell'attenzione nella vita privata. Mi piace stare ai margini, in linea di massima, anche se non sembra. All'ombra, ben riparata.
Quante poche cose si sanno di me!
Fa freddo ma non nevica, ed è un peccato.
Io sono chiusa in camera a strimpellare la chitarra, esattamente come facevo qualche mese fa, solo con più convinzione e più risultati. E meno depressione.
Curioso il motivo per cui ho iniziato a toccare la chitarra, e ancora più curioso ricordare quello per cui ho passato ore ed ore di una singola giornata a spaccarmi le dita sui tasti, facendo poi prendere avvio alla mia folgorante carriera.....
Ora penso che dovrei imparare almeno i rudimenti del pianoforte.
Ecco, se penso a tutto il tempo perso quasi piango. Ho perso un sacco di tempo e un sacco di occasioni, da piccola. Perché, poi? Da adolescente ho iniziato a pensare fosse una forma di ribellione, essere completamente diversa da qualsiasi altra persona che abitasse sotto il mio stesso tetto.
Non suono uno strumento pur avendone facoltà, non cucino e non preparo cocktails, ho sviluppato dopo i sette (?) anni un rigetto per l'anatomia e una voglia di viaggiare.
Disegnavo, recitavo, scrivevo.
Anche qui non c'è niente di casuale nei tempi.
E ora invece... ora invece aspetto. Continuo ad aspettare che sia primavera, che i puffi siano blu, le farfalle volino e i ricci si nascondano tra i cespugli. E lo faccio mettendo tanti punti, qualche punto e virgola ed una serie mediamente infinita di virgole.
I punti interrogativi mi piacciono, me li hanno messi spesso. E anche le parentesi, quelle in effetti le uso molto anche quando scrivo.
La scrivania è tappezzata di pezzi di nastro carta con scritte le frasi degli ultimi sei mesi.
Ne manca una, una sola. Non l'ho scritta perché è tanto brutta.
Le altre...le leggo, sorrido. Ricordo i momenti.
E mi chiedo... quale sarà la prossima?
Caro Babbo Natale,
non hai esaudito tutti i miei desideri. I fantastiliardi non c'erano.
E io mi sono fatta una giacca di Renna.
'zzi tuoi.
Caro Babbo Natale,
ho in ostaggio alcune tue renne. Anche quella con il naso rosso.
Segui attentamente le mie istruzioni e le riavrai vive.
Metti in una busta imbottita 5473807508754 fantastiliardi di euro in banconote da piccolo taglio. Dopodiché lasciala alle 23.55 precise nel bidone dell'immondizia di fronte casa mia, e prega che non ci lancino dentro le bombette e non prenda fuoco come al solito: in quel caso l'operazione verrà ritenuta nulla.
Io scenderò a ritirarla alle 23.59 e conterò i fantastiliardi.
Intorno alle 00.59, quando risalirò nel mio covo supersegreto, conto di trovare tanti bei regalini sotto l'albero. Per me, non per gli altri, intendo.
Lo scambio avverrà alle 01.01.
Lascerò i quadrupedi sul balcone del mio covo, se e solo se avrai seguito le mie indicazioni.
Comportati bene e non chiamare la polizia o i tuoi elfi, altrimenti puoi dire addio alle tue renne.
Marika.
ops. Il rapitore mascherato.
Un po' devastata.
Dodici ore di sonno per recuperare qualcosa, alla ricerca di qualcosa, forse.
Devo seppellire dei ricordi. Essere più permeabile.
Blocco artistico.
Torno a dormire.
Questi sintomi prepostduranteforsemah influenzali mi sbattono un po'.
Voce bassa ma non rauca, pizzicorio ma non male alla gola, stomaco chiuso ma non nausea, giramenti di testa ma non febbre.
E' questa la parte dell'inverno che assolutamente non tollero per nulla. Insieme alla frenesia dei regali, che però mi intristisce.
Per il resto è tutto molto bello.
Vin brulé alla mano nella tazza rossa della DCO, meditare alla luce dell'albero di Natale.
L'odore di cioccolata calda alla domenica mattina quando mi alzo più tardi delle mie sorelle.
La gente intabarrata nei cappotti alla ricerca di un po' di ristoro dal gelo.
La condensa del respiro.
La cioccolata calda nei bar con Ica.
Il mio felpone della NASA
Accendere per forza il fuoco e respirare a pieni polmoni l'odore di legna bruciata.
...si potrebbe aprire un capitolo su "odore di legna bruciata". Mi sono accorta che lo adoro nel vero senso della parola, amo il Talisker perché sa di legna bruciata, amo i camini perché sanno di legna bruciata, la mia uniforme dopo le uscite perché se ci immergi la faccia e respiri chiudendo gli occhi, ancora profuma di mille fuochi, di mille notti vissute.
E di mille altre ancora da vivere.
10 - gli anni di Scoutismo al momento della Partenza;
9 - le volte in cui mi ripeto "stupida" battendomi una mano sulla fronte quando faccio una
cavolata;
8 - gli anni investiti in teatro;
7 - le persone che possono dire di conoscermi;
6 - in media, le ore di sonno per notte;
5 - le ore di training che vorrei fare quotidianamente;
4 - Comunità, Strada, Servizio, Fede;
3 - le mie splendide sorelle;
2 - le persone che hanno sentito mancarmi il fiato quando stavo per iniziare una frase
che non volevo iniziare;
1 - io.